mercoledì 13 gennaio 2010

ROTTOFRENO, MONITORAGGIO AMBIENTALE: NON SOLO CENTRALINE


Il comitato cittadino “Rottofreno in Movimento” rileva con soddisfazione il tempestivo intervento del Comune a bonifica della riva del fiume Trebbia inquinata dalla discarica abusiva di pneumatici e concorda con l’assessore Panizzari che debbano essere intraprese dure misure nei confronti di coloro che si macchiano di un così odioso delitto ambientale.
Ci preme, però, sottolineare che il monitoraggio del territorio da parte delle autorità comunali, allo stato attuale, di fatto non esiste e ci si affida solo ed esclusivamente alle segnalazioni e al senso civico dei privati cittadini.
A riprova di ciò il fatto che il Comune di Rottofreno si è preoccupato di pubblicizzare l’intervento sui 25 pneumatici senza rilevare che a qualche centinaio di metri a monte, sulla stessa riva, a causa delle condizioni inaccettabili dell’alveo del fiume si sta verificando una situazione a dir poco “critica” di erosione della riva.
Infatti nei pressi delle due mega vasche di decantazione a supporto del lavaggio ghiaia della cava adiacente, il greto del fiume è arrivato a non più di mezzo metro dalle vasche stesse (vedi foto).
in caso di future, e certe, piene del Trebbia, anche questa ultima sottile membrana verrà sicuramente spazzata via con conseguente inondazione delle vasche e della zona circostante.
Pertanto siamo a richiedere l’intervento urgente del Comune per mettere, quanto meno, in sicurezza il tratto interessato.
Ci sembra che i presupposti per la realizzazione del tanto pubblicizzato “Parco del Trebbia” non siano dei migliori. Il letto del fiume negli ultimi anni è stato lasciato nella più totale incuria e a causa di ciò si stanno manifestando eventi generalizzati di erosione delle rive, in modo particolare sulla quella sinistra.
Ancora una volta siamo a chiedere lumi circa la reale politica ambientale del Comune di Rottofreno. Questa a nostro avviso non può limitarsi a segnalare installazioni di centraline di rilevamento della qualità dell’aria o a interventi correttivi a seguito di segnalazioni da parte della cittadinanza.
E’ necessario un piano strutturato di interventi preventivi ben definiti. Non serve dire che abbiamo il termometro per misurare la febbre del territorio, serve sapere quali medicine si intendano utilizzare.

Il Comitato “Rottofreno in Movimento”

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